AlessandroGhezzi.it

Rifugio Bogani - 17 aprile 2006


Galleria di immagini


E' il giorno di Pasquetta (o lunedì dell'Angelo, come preferite) e nonostante le previsioni diano brutto tempo su tutto il nord Italia ci svegliamo comunque di buon'ora, sperando di vedere un pò di sole. Alzo la tapparella e il sole non c'è...ma non c'è nemmeno la piogga, e decidiamo quindi di andare ugualmente a camminare in montagna: l'idea di prendere un pò d'acqua camminando in montagna è sicuramente più interessante della possibilità di restare a casa a fare un bel niente.

La meta prefissata sono i 1816 metri del rifugio Arnaldo Bogani (ex capanna Monza) nella Valle dei Molini, sul versante nord del Grignone.
Ho chiamato il gestore del rifugio il giorno prima (pensavo che il rifugio fosse ancora chiuso) e questi mi ha rassicurato sulla situazione del sentiero: è abbondantemente coperto di neve ma non c'è pericolo di slavine ma è meglio avere le ghette per evitare di sprofondare nella neve.

Percorrendo la SS36 (per chi arriva da Milano/Lecco, NON uscire dove c'è l'indicazione Varenna ma prosegure fino all'uscita Valsassina/Dervio e quindi tornare verso sud fino a Varenna, altrimenti si è obbligati a fare un lungo tratto di strada costeggiando il lago...bella per il panorama ma molto lenta) arriviamo a Varenna, quindi seguiamo le indicazioni per Esino Lario (una strada tortuosa ma molto panoramica mostra immagine) e proseguiamo per Cainallo, dove siamo costretti a parcheggiare l'auto prima del previsto, nei pressi della partenza degli impianti sciistici perchè la strada è ancora coperta di neve.

Iniziamo a camminare ma dobbiamo mettere subito le ghette: la neve non è tantissima ma è già piuttosto molle, quindi si affonda che è un piacere.
Il sentiero non è particolarmente ripido, anzi, in condizioni estive dev'essere una gita piuttosto semplice.
Si comincia costeggiando il Grumellone e con tutta la neve che c'è ancora sul sentiero ci sono alcuni punti in cui è bene prestare attenzione mostra immagine perchè una scivolata significherebbe ritrovarsi qualche centinaio di metri più a valle con qualche osso rotto, nella migliore delle ipotesi...
Sulla sinistra si possono vedere i due bellissimi Torrioni del Frate e della Monaca mostra immagine. Superato un cancello di legno ci si allontana dal "precipizio" che ci ha accompagnato fin'ora e si cammina su un terreno più sicuro, sempre coperto da molta neve e un pò più ripido di quanto fatto fin'ora. Le tracce nella neve rendono semplice individuare la strada da seguire mostra immagine, quindi camminiamo senza problemi ammirando il panorama che si scorge tra una nuvola e l'altra, con il Grignone che la fa da padrone mostra immagine.
Superata una baita mostra immagine (che abbiamo sperato fosse il rifugio Bogani), percorriamo ancora qualche centinaio di metri prima di vedere apparire quasi all'improvviso la bandiera del rifugio mostra immagine quasi nascosta da una salita e da alcuni alberi e, poco dopo, il rifugio vero e proprio mostra immagine.

Inutile dire che al rfugio abbiamo potuto recuperare abbondantemente le energie con dei gustosissimi (e molto calorici) piatti tipicamente montanari...

Galleria di immagini